Ti trovi in: > News

Contenuto della pagina

News 2010

17-06-2010
COMUNICATO STAMPA - CORTE DELLE NUVOLE
Domani 18 giugno prosegue a Spotorno La Corte delle Nuvole spettacoli per l’infanzia di teatro di Figura animata.

Appuntamento alle ore 21.00 in P.zza della Vittoria con lo spettacolo della Comapagnia Il Melarancio di Cuneo dal titolo

“Famelico Lupo” ovvero come ti mangio i tre porcellini a seguire laboratorio di costruzione sagome a bastone ispirate allo spettacolo condotto da Rosalba Marsala.

Per le vie del centro proseguono le animazioni della I.So. Teatro.

COMPAGNIA IL MELARANCIO

di Gimmi Basilotta e Riccardo Canestrari
con Riccardo Canestrari e Luca Fantini
testo e regia di Gimmi Basilotta

burattini e scene Riccardo Canestrari
costumi e sartoria Clara Daniele
movimenti coreografati Tiziana Ferro
luci e suoni Luca Fantini
collaborazioni grafiche Frank Priola

organizzazione Marina Berro


Avete mai visto un lupo famelico? Sapreste immaginare cosa gli passi per la testa? Quali siano i suoi pensieri reconditi? Quali le sue paure inconfessabili?
Taluni dicono che il lupo sia una brutta bestia; altri affermano poi, che pure la fame sia una brutta bestia: possiamo dire allora che un lupo famelico è proprio una brutta, brutta bestia.
Non c’è nulla in lui che non sia perfido, qualsiasi suo sguardo, qualsiasi suo gesto, qualsiasi sua azione, nasconde un solo ed unico scopo: soddisfare la sua insaziabile fame!
E’ sempre lui: quel malvagio divoratore di ingenue bambine col cappuccio rosso in testa, quel crudele fagogitatore di ignari, docili caprettini, che ora si cimenta nella sua più audace impresa: portare l’attacco alle indistruttibili case di tre teneri, grassottelli e succulenti porcellini!
Riuscirà nella sua impresa?

LA TRAMA
Famelico Lupo, racconta la fiaba classica de “I tre porcellini”, nella versione inglese trascritta da James Orchard Halliwell nel 1843, nel nostro spettacolo, però, lo sguardo visuale si sposta dai porcellini al lupo e la storia si vive attraverso i pensieri e le azioni di questo divertente personaggio, ricco di humor e di umanità.
Così, dopo una presentazione del protagonista alle prese con la sua insaziabile fame, la storia racconta l’arrivo dei tre porcellini determinati a costruire le loro case fatte di paglia, legno e mattoni, prosegue con i conseguenti attacchi del lupo coadiuvato dalla sua catastofica potenza polmonare e si conclude con l’inevitabile sconfitta del vorace divoratore di suini.

LE TEMATICHE PRINCIPALI

Il lupo è sempre stato considerato una bestia feroce, crudele, famelica che può attaccare e divorare animali, bambini o addirittura l'uomo. La sua natura selvatica e la sua diffusione lo hanno reso in passato un vero flagello per le popolazioni. In seguito, la sua decimazione ad opera di cacciatori e bracconieri ha neutralizzato il pericolo, appannando la sua fama di "divoratore" e spauracchio per bambini, giunta a noi nei racconti e nelle fiabe.
Ciò nonostante, il lupo è sempre il lupo e raccontare una storia dal suo punto di vista offre l’opportunità di scoprire un personaggio affascinante, comico e con, per dirla con le parole di Daniel Pennac, “una personalità complessa”.
Ma il vero tema che sottende lo spettacolo e muove le azioni del lupo è la Fame.
Una fame atavica, totale e assoluta, una fame nera, come il pelo del lupo, che richiama le grandi carestie del medioevo o i racconti di miseria e privazione del tempo di guerra.
Tutti sappiamo cos’è la fame! Riconosciamo quella sensazione nel nostro stomaco; La fame come grande motore di moltissime fiabe classiche o della Commedia dell’arte questa ineffabile forza che spinge avanti le storie, trascina i personaggi, modifica continuamente le situazioni.
Lasciato sottinteso, nello spettacolo, invece il distacco dei tre porcellini dalla famiglia, altro tema ricorrente nelle fiabe, simbolo di crescita e di conquista di autonomia. I nostri tre fratelli già emancipati compaiono sulla scena spensierati, dapprima inconsapevoli del pericolo ma una volta individuato, ben determinati nell’andare avanti nel loro disegno insieme, in azioni concordate. Quasi a sottolineare come nella vita sia fondamentale agire in prima persona ma sostenuti e circondati da figure con cui confrontarsi e a cui chiedere aiuto.

LINGUAGGI TEATRALI
E TECNICHE UTILIZZATE

Si può accennare ad un problema così tragicamente immenso come la fame, con comicità ed ironia? Noi abbiamo osato farlo, utilizzando la forza dirompente del nostro lupo protagonista: un burattino con un’espressività e una gestualità quasi umana.
Nello spettacolo la parola è pressochè assente e la storia è narrata con i linguaggi del teatro di figura attraverso un gioco di ritmi e di musiche in una citazione che rimanda alle comiche del cinema muto e al mondo dei cartoon.
Il nostro lupo infatti, eroe ingenuo e sfortunato, ha un’impassibilità emotiva di fronte alle catastrofiche situazioni che puntualmente lo circondano, in cui combatte fino alla fine, in una battaglia cocciuta quanto meccanica; simile a Willy Coyote, personaggio chiave della produzione di cartoni animati della Looney Tunes, che insegue disperatamente il road runner Beep beep, gli tende trappole impossibili di cui poi puntualmente diventa vittima, così il nostro Famelico Lupo, progetta assalti, attua stratagemmi per catturare i porcellini, si lancia in inseguimenti, si apposta dietro gli alberi pronto ad agire, e immancabilmente si ritrova a pancia vuota; come Willy Coyote il nostro lupo è indistruttibile e non muore mai, neanche quando alla fine della sua vicenda finisce nella pentola dei porcellini. Lo spettacolo corre sul filo di una comicità intelligente, quella dimensione in cui si affrontano stati d’animo, situazioni, problematiche complesse attraverso la leggerezza del sorriso.
Un classico esempio di teatro di figura, nessuna incursione dell’ umano in scena, i burattini come mezzo espressivo, alcuni dotati di modifiche speciali a favorirne la manipolazione accurata. Il lupo ,esempio di burattino classico con l’aggiunta di due lunghe braccia manovrate a stecca, nei suoi movimenti cerca il verosimile, la pantomima, e con un alfabeto minimo di parole simboliche dichiara scopo della sua esistenza, ovvero saziare la sua inesauribile fame.
Lo spettacolo si svolge in una baracca di medie misure, completamente telata di nero, a ricreare uno spazio dove le figure prendono evidenza nella forma e nell’espressività teatrale.
La linea grafica è quella del precedente spettacolo “A Brema! viaggio mirabolante di quattro musicanti”, tratti espressivi sintetici caricaturali, scavati nella carta, materiale principe nella costruzione delle figure e delle scenografie dello spettacolo.
Scenografie composte da elementi essenziali e tridimensionali che interagiscono nell’azione della figura come vere e proprie macchine teatrali.


I PROTAGONISTI

La Compagnia Il Melarancio dal 1982 svolge la sua attività prevalentemente nell’ambito del teatro per ragazzi e del teatro di strada e, coniugando le tecniche del teatro di figura con quelle del teatro d’attore, realizza spettacoli ed azioni di grande coinvolgimento che rappresenta in Italia e all’estero.
Coordina in Cuneo la Residenza multidisciplinare “Officina”, un centro permanente di promozione e diffusione delle Arti in genere e dello Spettacolo in particolare. Con questo spettacolo prosegue il percorso “baracche e burattini” con una formazione consolidata che vede in scena Riccardo Canestrari e Luca Fantini, diretti da Gimmi Basilotta che elabora i testi e cura la regia degli spettacoli.

Famelico Lupo ha vinto il Gianduia di pezza alla VI Vetrina di Teatro di Figura Piemonte-XIV Festival Internazionale Immagini dall’Interno 2008 di Pinerolo, come miglior spettacolo di Teatro di figura per ragazzi “ per il vivissimo ritmo, la ricchezza di invenzione e l’acuto senso dell’ umorismo capace di conquistare anche un pubblico adulto”


E’ possibile visionare un promo di Famelico Lupo digitando su You Tube “Famelico Lupo”

Torna all' home page

Vai al menu
Torna all'inizio del contenuto della pagina